C'era una volta... Adesso non più!

BIANCANEVE 2026: il mito delle donne che si odiano tra loro

Le fiabe ci hanno insegnato una cosa molto chiara: quando ci sono due donne, una è buona e l’altra è cattiva.

E, se una vive, l’ altra deve, necessariamente, morire…

Biancaneve 2026

Nel 2026 Biancaneve è una food blogger.

Cucina, fotografa e pubblica.

Vive di ricette, algoritmi e commenti che decidono se oggi esisti o no.

È brava, è giovane… Perfetta per il format.

Il feed è pulito, luminoso, rassicurante.

Non ruba spazio e non alza la voce.

Lei non si sente una minaccia, ma lo è comunque.

Il mondo intorno

Il mondo online è molto chiaro: c’è posto per una sola alla volta.

Una nuova promessa, un volto fresco.

Ma a Biancaneve non interessa, sta solo seguendo le sue passioni con impegno, i piatti sono buoni, le foto anche.

Ma, intanto, mentre lei accumula followers qualcun’altra sparisce.

La strega

La strega non vive in una foresta, vive su internet.

È più grande, più competente e con foto meno presentabili.

Lavora con impegno alle sue ricette e cucina da prima che fosse cool.

Ora guarda Biancaneve e capisce una cosa semplice: se c’è lei, io non servo più.

Non è invidia, è panico.

E il panico, quando non hai strumenti migliori, diventa un errore.

Il cacciatore

Il cacciatore non va a caccia di cervi, ma di siti internet.

Non ha arco e frecce, ma competenze tecniche e una sicurezza inquietante.

È uno di quelli che “risolvono problemi”. Di quelli che ti dicono: “tranquilla, è una cosa semplice”.

Non è solo bravo, è il migliore (almeno secondo LinkedIn).

La strega lo chiama perché ha capito come funziona il mondo adesso: non devi essere cattiva, devi solo conoscere la persona giusta.

Così il cacciatore entra senza forzare porte, né lasciare tracce.

Tutto sparito: le ricette, le foto, il lavoro e le ore passate a farlo.

Un attimo prima c’erano, un attimo dopo no.

La strega paga, non per vendetta, ma perché è stata messa in competizione e ha perso.

E quando perdi in un sistema che prevede una sola vincitrice, qualcuno deve sparire.

La mela

Non è avvelenata, è pubblica. È un attacco, un commento, una valanga di giudizi che ti fa venire voglia di sparire.

Biancaneve non muore, fa una cosa più moderna… Smette di pubblicare.

Il risveglio

Non arriva nessun principe, nessuno salva nessuno.

Arriva, però, un DM “Pensavo che se ci fossi stata tu, io non sarei servita più”.

E allora Biancaneve comprende: quella frase è identica a quella che ha pensato lei mille volte guardando altre donne.

Le due chattano per ore, la conversazione è scomoda, spiacevole all’inizio, poi un pochino meglio.

Capiscono una cosa che nessuna fiaba dice: non si stanno facendo la guerra per odio, ma per sopravvivere nello stesso spazio minuscolo.

Uno spazio che non è stato pensato per due.

Il lieto fine? (che non è una pace)

Non diventano amiche nè si promettono sorellanza eterna.

Fanno una cosa più intelligente, scrivono un libro di ricette insieme a quattro mani.

Non per dimostrare che “le donne unite vincono”, ma per non farsi eliminare una alla volta.

Non vincono entrambe… smettono di perdere da sole.

Fine della fiaba

Biancaneve non è ingenua e la strega non è cattiva.

Sono due donne cresciute in un sistema che le ha messe una contro l’altra e poi le ha giudicate per essersi fatte male.

Forse la fiaba da riscrivere non è quella del principe ma quella che ci ha convinte che tra donne debba sempre esserci una sconfitta.

E io, te lo dico ridendo.

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