8 Marzo: la festa della donna spiegata male in 10 punti

Questo articolo è scritto da una donna.
E soprattutto per le donne.
Non perché gli uomini non possano leggerlo. Possono. Anzi, sono i benvenuti.
Ma questo vorrebbe essere uno di quei (rari) posti in cui le donne possono parlare tra loro senza tradurre continuamente quello che pensano.
Quindi oggi parliamo dell’8 marzo: la Giornata Internazionale della Donna.
Dal mio punto di vista è una giornata molto interessante.
Perché per 24 ore succede una cosa incredibile: il mondo si ricorda improvvisamente dell’esistenza delle donne.
Riassumo il tutto in dieci semplici punti.
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- Le mimose
Uomini fermi al semaforo comprano mimose.
Felici entrano in ufficio distribuendole tra le scrivanie delle colleghe.
“Auguri!”
dicono con un sorriso smagliante.
Soltanto ventiquattro ore prima uno di loro stava spiegando, saccentemente, a una collega come fare meglio il suo lavoro.
Lei il suo lavoro lo fa splendidamente.
Da otto anni.
E guadagna meno di lui.
Ma oggi non pensiamoci. Oggi è festa.
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2. La grande organizzazione
L’8 marzo ha una regola molto precisa, le donne escono in gruppo.
Ristoranti pieni.
Tavolate rumorose.
Calici di vino ovunque.
Qualcuno propone un brindisi: “Alla libertà delle donne!”
Un concetto che funziona molto bene, almeno nei brindisi.
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3. Lo spogliarellista
A un certo punto entra lui.
Muscoli.
Sorriso professionale studiato alla perfezione.
Pantaloni talmente attillati che è impossibile capire come li abbia infilati.
Nel giro di trenta secondi il locale si trasforma in una schiera di donne urlanti.
Una agita la mimosa come una torcia olimpica.
Una filma tutto per Instagram.
Una ride così forte che quasi cade dalla sedia.
Lui balla.
Le donne urlano.
Il patriarcato, nel frattempo, continua serenamente la sua giornata.
In fondo ha concesso alle donne ben ventiquattro ore di libertà.
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4. I social
Post motivazionali ovunque.
“Le donne possono essere tutto.”
Sotto nei commenti:
“Tranne parcheggiare.”
La solita battuta vecchia di cent’anni, che fa ridere solo chi la fa.
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5. La maternità
Se una donna vuole figli:
“Eh ma allora non pensi alla carriera?”
Se una donna non li vuole:
“Eh ma poi sarà tardi e te ne pentirai.”
In ogni caso qualcuno ha sempre un’opinione di troppo.
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6. La carriera
Se un uomo ha successo è brillante.
Se una donna ha successo è:
aggressiva
difficile
troppo arrivista.
Curiosamente, la stessa identica cosa che per gli uomini si chiama leadership.
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7. Il mondo
Nel frattempo, in alcune parti del mondo, esistono ancora donne che:
non possono studiare
vengono uccise dai propri partner
vengono date in sposa da bambine.
Ma tranquilli.
Oggi tutte le donne avranno in regalo fiori.
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8. La sicurezza
Molte donne fanno una cosa molto semplice tornando a casa la sera da sole.
Chiavi già in mano.
Passo un po’ più veloce.
Sguardo attento.
Una piccola abitudine che non compare mai nei post dell’8 marzo.
Stranamente.
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9. La parità
Se uomini e donne fossero davvero uguali, probabilmente non servirebbe una festa della donna.
Il fatto che, ancora oggi, esista dice già parecchio.
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10. Il giorno dopo
A mezzanotte finisce l’8 marzo.
Il 9 marzo tutto torna normale.
Possiamo ricominciare a discutere se le donne sono:
troppo emotive,
troppo indipendenti,
troppo ambiziose.
Troppo.
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La mimosa dura due giorni.
Poi appassisce.
Io penso che sia il simbolo perfetto.
Perché l’attenzione per certi problemi, spesso, dura più o meno lo stesso tempo.
E io, te lo dico ridendo.